Dal 16 al 18 Ottobre in Sala Assoli
Vita meravigliosa è un ritratto in versi e musica dedicato a Patrizia Cavalli, tra le voci più amate della poesia italiana contemporanea. Prodotto da Argot Produzioni, in collaborazione con Todi Festival, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Reggio Iniziative Culturali. Lo spettacolo vede in scena Iaia Forte, che restituisce corpo e voce ai versi della poetessa, accompagnata dalla musica dal vivo e dalle canzoni di Diana Tejera, in uno spettacolo che intreccia teatro, memoria e affetto, riportando in vita la presenza di una poetessa capace di raccontare l’amore, il desiderio e le contraddizioni del quotidiano con una lingua ironica, precisa e profondamente sapiente.
Alla base del progetto c’è un legame autentico, umano e artistico. Iaia Forte conobbe Cavalli durante le prove del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, da lei tradotto. Da quell’incontro nacque un’amicizia fatta di confidenze, passioni condivise e lunghe conversazioni, alimentata da un costante dialogo tra poesia e teatro. Anche il rapporto tra Diana Tejera e la poetessa prese forma attraverso i versi e la musica, trasformandosi in una vicinanza profonda, fatta di canzoni, viaggi e spettacoli condivisi.
Come racconta Iaia Forte, rileggere le poesie dell’amica significa ritrovarne la presenza, sentirla ancora accanto. Da questo desiderio nasce lo spettacolo: fare del teatro uno spazio in cui la sua voce possa continuare a risuonare, sottraendola all’assenza e restituendola alla memoria viva di chi l’ha amata.
Le parole delle protagoniste rivelano un amore sconfinato, accompagnato da un’adorazione che non esclude, ma anzi esprime, il più profondo rispetto per la scrittura di Cavalli. Nei loro racconti emerge il ritratto di una donna intensa e profonda, capace di attraversare la vita senza rinunciare all’ironia, forse la sua forma più alta di conoscenza e di sguardo sul mondo.
Lo spettacolo restituisce questa duplice dimensione con generosità e partecipazione. La voce di Iaia Forte, i versi, gli sguardi e la musica di Diana Tejera si intrecciano in un dialogo prezioso, nel quale la poesia non rimane parola da ascoltare, ma diventa esperienza da attraversare. Si ride, si riflette, ci si sofferma su un verso, ci si lascia trasportare dal ritmo, fino a battere le mani e a seguire la musica. La scena si fa così luogo di condivisione, in cui l’intimità della memoria incontra la vitalità dello spettacolo.
A rendere ancora più concreta questa vicinanza contribuiscono le immagini della casa di Patrizia, che sembrano aprire una porta sulla sua quotidianità. Le mattonelle disomogenee della cucina, i libri sparsi ovunque, una dormeuse leopardata: dettagli apparentemente minimi che acquistano una forza evocativa straordinaria. In essi si riconosce una presenza familiare, quasi ci si aspettasse di vederla comparire da un angolo, ancora immersa nella sua vita meravigliosa.
È forse qui che lo spettacolo trova la sua dimensione più intensa: nella capacità di far convivere la perdita e la presenza, il ricordo e l’immediatezza, senza trasformare la memoria in celebrazione distante. Vita meravigliosa non si limita a rendere omaggio a una grande poetessa, ma restituisce la complessità di una persona amata, lasciando che siano le sue parole, la musica e i gesti di chi le è stata vicina a ricomporne, per un istante, la presenza.
Eppure, quando tutto sembra essersi ricreato, rimane la consapevolezza di dover uscire da quella casa, di allontanarsi da quel tempo sospeso in cui Patrizia sembra ancora esserci. Da qui nasce la domanda che accompagna l’uscita dalla sala, sospesa tra incredulità e malinconia: «E me ne devo andare via così?»
Una domanda che non riguarda soltanto la fine dello spettacolo, ma anche l’impossibilità di congedarsi davvero da chi continua ad abitare le nostre parole, i nostri ricordi e il nostro modo di guardare il mondo.
“E me ne devo andare via così?
Non che mi aspetti il disegno compiuto
ciò che si vede alla fine del ricamo.
Ma quel che ho visto si è tutto cancellato.
E quasi non avevo cominciato.”
©️ RIPRODUZIONE RISERVATA
